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Nuova accusa, vecchia campagna

L’accusa di genocidio sembra nuova, generata dalla guerra iniziata in risposta al massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023. Tuttavia, si tratta semplicemente dell’ultimo tentativo di una campagna decennale volta a delegittimare internazionalmente Israele accusandolo dei crimini più atroci.

Sebbene il lessico si aggiorni di generazione in generazione, l’obiettivo rimane lo stesso: isolare ed escludere Israele e gli ebrei dalla comunità internazionale.

Traduzione dall’inglese dell’infografica:
Non chiederemo scusa: Sionismo è Razzismo!
Nel gennaio 2024, l’organizzazione americana legata al Partito Comunista Cinese «The People’s Forum» ha fatto eco alla risoluzione dell’ONU del 1975 secondo cui «il sionismo è razzismo». Fonte: The People’s Forum

Il modello di delegittimazione ebbe inizio nel 1975, nell’ambito di uno sforzo da parte dei paesi arabi e dell’URSS di danneggiare gli Stati Uniti e Israele. In quella circostanza  l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Risoluzione n. 3379 che dichiarava il sionismo «una forma di razzismo e discriminazione razziale» con un voto di 72 favorevoli contro 35 contrari.[i] La risoluzione rimase in vigore per 16 anni prima di essere revocata nel 1991 con un voto schiacciante – l’unica volta nella storia dell’ONU in cui una risoluzione è stata formalmente abrogata.[ii] Persino l’organo stesso che aveva approvato la risoluzione finì per considerarla un’arma politica piuttosto che una constatazione fattuale.

La campagna di delegittimazione riemerse nel 2001 in occasione della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo di Durban, dove, in un evento parallelo, il Forum delle ONG elaborò una dichiarazione che riprese la formula «il sionismo è razzismo», bollando così l’unica democrazia del Medio Oriente come uno Stato razzista e di apartheid che persuguiva un  genocidio.[iii] Il documento era talmente estremo che la stessa responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite dichiarò di non poterlo presentare ai governi.[iv]

A Durban ’attuale lessico dell’’apartheid’, del ‘genocidio’ e del cosiddetto ‘colonialismo di insediamento’ fu formalizzato in un unico pacchetto, ancora oggi utilizzato e promosso dai gruppi anti-israeliani e anti-americani.

Nel 2005 è stato lanciato il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) e il suo fondatore, Omar Barghouti, ha affermato chiaramente che esso si opponeva a uno Stato ebraico in qualsiasi parte del territorio.[v]

A BDS rally in 2019. Source: Israel Hayom
Una manifestazione del BDS nel 2019. Fonte: Israel Hayom

Presa isolatamente, l’accusa di genocidio invita un lettore in buona fede a valutare le prove a sistegno della tesi in maniera circoscritta a ciascun conflitto. . In un contesto più ampio, tuttavia, essa si rivela parte di una campagna diffamatoria che precede di mezzo secolo la guerra tra Hamas e Israele. In qualsiasi contesto e ogni qualvolta    l’IDF interviega, l’accusa di genocidio viene sollevata immediatamente. Pertanto, la caratteristica costante non è la politica israeliana, bensì la ferrea determinazione a inventare un argomento che dipinga lo Stato ebraico come illegittimo.

Ad esempio, l’«Associazione Internazionale degli Studiosi del Genocidio» ha approvato nel 2025 una risoluzione in cui dichiarava che Israele fosse coinvolto in un genocidio a Gaza.
Da un’indagine sui membri dell’organizzazione è emerso che il numero dei suoi iscritti era quasi triplicato dall’ottobre 2023 e che l’adesione e il diritto di voto nel gruppo potevano essere ottenuti con soli 30 dollari.[vi]

Non erano richiesti altri requisiti o qualifiche per far parte di un gruppo di professionisti che condannava pubblicamente Israele per aver presumibilmente commesso il più grave dei crimini.

Da Durban al BDS fino all’odierna campagna GenoLIE, l’accusa può cambiare, ma la logica rimane la stessa: Israele non può essere distrutto con la forza, quindi non resta che ricorrere a campagne di diffamazione, boicottaggio e isolamento.

Genocide in Lebanon too? 
Mehdi Hasan’s Zeteo platform publishes an article in April 2026 on “Israel’s Latest Genocide” in Lebanon, proving that the accusation arises whenever Israel defends itself because the goal is to delegitimize the Jewish state entirely. 
Source: Zeteo Instagram
Traduzione dall’inglese dell’infografica: L’ultimo genocidio perpetrato da Israele è contro gli sciiti del Libano. Perché il mondo tace?
Genocidio anche in Libano? La piattaforma Zeteo di Mehdi Hasan pubblica nell’aprile 2026 un articolo sul «più recente genocidio di Israele» in Libano, dimostrando che l’accusa viene sollevata ogni volta che Israele si difende, poiché l’obiettivo è delegittimare completamente lo Stato ebraico. Fonte: Instagram di Zeteo

Il «genocidio di Gaza» è una delle più grandi menzogne del XXI secolo. È stato creato e diffuso da reti antisioniste e antisemite in seguito al massacro del 7 ottobre per impedire a Israele di salvare i propri ostaggi, delegittimare lo Stato ebraico e alimentare l’antisemitismo globale.


[i] Risoluzione n. 3379 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 10 novembre 1975. https://www.un.org/unispal/document/auto-insert-181963/

[ii] Risoluzione 46/86 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 16 dicembre 1991. https://docs.un.org/en/a/res/46/86

[iii] “La Conferenza e il processo di Durban”, Anti-Defamation League. https://www.adl.org/resources/backgrounder/durban-conference-and-process

[iv] Ibid.

[v] Dichiarazione del cofondatore del BDS Omar Barghouti, citata dal Congresso Ebraico Mondiale. https://www.worldjewishcongress.org/en/news/defining-antisemitism-double-standards-against-the-state-of-israel

[vi] Jerusalem Post, “’Studiosi del genocidio’ per 30 dollari? Requisiti di ammissione troppo facili e membri fittizi minano la fiducia nella risoluzione dell’IAGS”, 4 settembre 2025, https://www.jpost.com/diaspora/article-866398