Nell’estate del 2025 le fotografie di bambini emaciati divennero la prova principale a sostegno dell’accusa secondo cui Israele stava deliberatamente affamando la popolazione di Gaza. Le immagini finirono sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e furono citate come prova di un intento genocida. Tuttavia, la più nota di queste immagini non rappresentava la verità e il giornale che l’aveva pubblicata emise una rettifica in cui ammetteva l’errore, anche se l’accusa di carestia ormai era già diventata virale ed era stata accettata come un fatto.[1]
Il 25 luglio 2025, il New York Times pubblicò in prima pagina l’immagine di Mohammed al-Mutawaq, un bambino in età prescolare emaciato, descrivendolo come un bambino nato sano e ridotto a quello stato dalla guerra. Le cartelle cliniche dimostravano, tuttavia, che soffriva di paralisi cerebrale e di una sospetta malattia genetica che comprometteva la sua capacità di alimentarsi – condizioni assolutamente non correlate alla guerra.[2]

Altre fotografie mostravano sua madre e suo fratello maggiore con un peso nella norma.[3] Il Times ha successivamente pubblicato una rettifica in cui riconosceva i «problemi di salute preesistenti» del ragazzo, ma l’immagine del ragazzo si era già radicata nellímmaginario del pubblico di tutto il mondo come «simbolo» della presunta carestia a Gaza.[4] [5]
L’episodio è stato riportato non solo dai media israeliani, ma anche da Euronews e Newsweek, che hanno sottolineato come l’immagine fosse stata ampiamente diffusa senza riferire il contesto medico del bambino.[6] Non si è trattato inoltre di un caso isolato: un simile uso strumentale di immagini di bambini malati o disabili per illustrare la carestia a Gaza, infatti, era divenuto prassi gia’nel 2024.[7]
La questione rilevante non è se gli abitanti di Gaza abbiano sofferto la fame durante una guerra prolungata, ma se tale fame fosse il risultato dell’intenzione israeliana di distruggere la popolazione – tesi che l’uso del termine «genocidio» presuppone. Le prove non lo confermano, poiché Israele ha mantenuto aperti i valichi e ha coordinato i propri interventi con le agenzie umanitarie internazionali ogni volta che è stato possibile. Il Coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT) di Israele ha riferito che solo tra ottobre 2025 e giugno 2026 sono entrate nella Striscia di Gaza oltre 1,78 milioni di tonnellate di cibo e quando gli aiuti sono arrivati in grandi quantità, i prezzi di mercato dei beni di prima necessità sono diminuiti.[8] [9] Anche l’ONU ha ammesso che il 90% degli aiuti trasportati sui propri camion non ha raggiunto i destinatari previsti perché sono stati saccheggiati da civili disperati o da «attori armati con la forza».[10] [11] Nonostante le argomentazioni dei sostenitori della «GenoLIE», Israele ha respinto la dichiarazione di carestia dell’agosto 2025 poiché si basava su dati influenzati da Hamas e su criteri applicati in modo incoerente.[12] Anche la definizione di “carestia” è stata oggetto di forti polemiche, poiché la Classificazione Integrata delle Fasi di Sicurezza Alimentare (IPC) ha abbassato la soglia per determinare una carestia vera e propria e ha utilizzato nuovi parametri per applicare tale definizione a Gaza.[13]

Al contrario, Israele ha intrapreso azioni significative per prevenire la fame a Gaza:
- Nel luglio 2025, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno iniziato a sospendere quotidianamente per 10 ore le proprie operazioni militari – dalle 10:00 alle 20:00 – nelle zone di al-Mawasi, Deir al-Balah e nella città di Gaza, e hanno designato percorsi sicuri permanenti, aperti dalle 6:00 alle 23:00, per i convogli umanitari delle Nazioni Unite.[14]
- Israele ha inoltre effettuato propri lanci aerei di farina, zucchero e prodotti in scatola, e ne ha coordinati di ulteriori con la Giordania e gli Emirati Arabi Uniti.[15]
- Ogni giorno vengono forniti a Gaza oltre 70.000 metri cubi d’acqua tramite condutture idriche, impianti di desalinizzazione e altre infrastrutture al fine di aumentare l’approvvigionamento idrico e salvaguardare i servizi igienico-sanitari nella Striscia.[16] [17]
La fame deliberata per decimare un popolo richiederebbe una condotta incompatibile con le azioni di Israele. Uno Stato che perseguisse tale fine non manterrebbe aperti i valichi di frontiera, non si coordinerebbe con l’ONU e le ONG, né faciliterebbe consegne di aiuti su larga scala che limitano le sue stesse operazioni militari.
La situazione di privazione a Gaza è il risultato della guerra iniziata da Hamas, dell’insediamento delle sue forze all’interno della popolazione civile e del furto organizzato degli aiuti. La diffusione dell’immagine del bambino affamato aveva il solo scopo di far credere che fosse in atto una carestia prima ancora che i fatti fossero esaminati. Una volta rimosso il contesto artificioso dell’esempio principale, l’ipotesi di una carestia deliberata, la più ampia nel conteso del “GenoLIE”, non regge.

NYTimes Communications
@NYTimesPR
Abbiamo aggiunto una nota della redazione a un articolo su Mohammed Zakaria al-Mutawaq, un bambino di Gaza a cui è stata diagnosticata una grave malnutrizione. Dopo la pubblicazione, il Times ha appreso che il bambino presentava problemi di salute preesistenti. Maggiori dettagli di seguito.
“I bambini di Gaza sono malnutriti e affamati, come hanno documentato i giornalisti del New York Times e altri. Recentemente abbiamo pubblicato un articolo sui civili più vulnerabili di Gaza, tra cui Mohammed Zakaria al-Mutawaq, che ha circa 18 mesi e soffre di grave malnutrizione. Da allora abbiamo appreso nuove informazioni, anche dall’ospedale che lo ha curato e dalla sua cartella clinica e abbiamo aggiornato il nostro articolo per aggiungere ulteriori dettagli sui suoi problemi di salute preesistenti. Questi dettagli aggiuntivi consentono ai lettori di comprendere meglio la sua situazione. I nostri giornalisti e fotografi continuano a riferire da Gaza con coraggio, sensibilità e a rischio della propria incolumità, affinché i lettori possano vedere in prima persona le conseguenze della guerra.”
– Un portavoce del New York Times
The New York Times
00:43 · 30 luglio 2025 16,4 milioni di visualizzazioni
Il New York Times ha pubblicato questa rettifica all’articolo su Mohammed al-Mutawaq, che secondo il giornale era emaciato a causa della carestia a Gaza, nonostante soffrisse di gravi patologie preesistenti che gli rendono difficile nutrirsi. Luglio 2025. Fonte: NY Times Communications X
Il «genocidio di Gaza» è una delle più grandi menzogne del XXI secolo. È stata creata e promossa da reti antisioniste e antisemite in seguito al massacro del 7 ottobre per impedire a Israele di salvare i propri ostaggi, delegittimare lo Stato ebraico e alimentare l’antisemitismo globale.
Leggi l’articolo successivo per saperne di più sul puzzle della «GenoLIE di Gaza».
[1] Copertura dell’immagine in prima pagina del New York Times e della controversia che ne è seguita, luglio-agosto 2025. https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/04/how-a-photo-of-a-skeletal-child-sparked-controversy-about-starvation-in-gaza
[2] Rapporto medico di Gaza del maggio 2025 su al-Matouq (paralisi cerebrale; sospetta malattia genetica), riportato per la prima volta dal ricercatore indipendente David Collier (un investigatore filoisraeliano), luglio 2025. https://david-collier.com/the-truth-behind-the-viral-gaza-famine-photo/
[3] Altri fotogrammi tratti dalla stessa serie di foto, riportati da diverse testate, luglio 2025. https://www.newsweek.com/how-viral-image-fueling-fight-over-reports-starvation-gaza-2105301
[4] «Il New York Times ammette che il ragazzo di Gaza emaciato in prima pagina aveva “problemi di salute preesistenti”», The Times of Israel, 30 luglio 2025; nota editoriale del NYT, 30 luglio 2025. https://www.timesofisrael.com/ny-times-admits-emaciated-gazan-boy-on-front-page-had-pre-existing-health-problems/
[5] The Free Press, «Sono diventati simboli della fame a Gaza. Ma tutti e 12 soffrono di altri problemi di salute». 18 agosto 2025, https://www.thefp.com/p/they-became-symbols-for-gazan-starvation
[6] Euronews, 4 agosto 2025; Newsweek, luglio 2025. https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/04/how-a-photo-of-a-skeletal-child-sparked-controversy-about-starvation-in-gaza; https://www.newsweek.com/how-viral-image-fueling-fight-over-reports-starvation-gaza-2105301
[7] David Collier, in un articolo sulle immagini con didascalie errate ricorrenti, 2025. https://david-collier.com/the-truth-behind-the-viral-gaza-famine-photo/
[8] Dati del COGAT / Ministero degli Affari Esteri israeliano sull’ingresso degli aiuti, 2025 (fonte: governo israeliano). https://embassies.gov.il/multilateral-organizations-france/en/news/israel-firmly-rejects-ipc-gaza-report
[9] The Times of Israel, «Il COGAT afferma che gli aiuti a Gaza hanno “superato significativamente” il fabbisogno durante il cessate il fuoco», 9 luglio 2026, https://www.timesofisrael.com/cogat-says-gaza-aid-significantly-exceeded-requirements-during-ceasefire/
[10] Resoconti sui saccheggi e sulle incursioni ai convogli a Gaza da parte di Hamas, bande armate e civili, 2025. https://www.csmonitor.com/World/Middle-East/2025/0825/gaza-palestine-food-famine-ipc-israel
[11] The NY Post, «Il 90% dei camion di aiuti dell’ONU a Gaza è stato saccheggiato da palestinesi affamati e da “soggetti armati” prima di raggiungere le destinazioni: funzionari», 5 agosto 2025, https://nypost.com/2025/08/05/world-news/90-of-un-aid-trucks-in-gaza-were-looted-by-armed-militants-or-hungry-palestinians-before-reaching-their-destination-report/
[12] Risposta del COGAT / Ministero degli Affari Esteri israeliano al rapporto dell’IPC, agosto 2025 (fonte del governo israeliano). https://embassies.gov.il/multilateral-organizations-france/en/news/israel-firmly-rejects-ipc-gaza-report
[13] FDD, «La scala globale di insicurezza alimentare è stata alleggerita per poter dichiarare la “carestia” a Gaza», 13 agosto 2025, https://www.fdd.org/analysis/2025/08/13/global-food-insecurity-scale-was-eased-in-order-to-declare-famine-in-gaza/
[14] Annuncio delle IDF sulle pause tattiche quotidiane e sui percorsi sicuri per gli aiuti, NPR, 27 luglio 2025. https://www.npr.org/2025/07/27/nx-s1-5481749/israel-pause-fighting-gaza-hunger
[15] Israele autorizza i lanci di aiuti umanitari a Gaza tra le crescenti proteste per la crisi alimentare, NBC, 25 luglio 2025, https://www.nbcnews.com/world/gaza/israel-lets-foreign-countries-drop-aid-gaza-hunger-crisis-rcna221029
[16] «Israele sospende le operazioni in alcune zone di Gaza», CNN, 28 luglio 2025, https://edition.cnn.com/2025/07/27/middleeast/israel-pausing-operations-gaza-starvation-intl
[17] The Times of Israel, «Il COGAT afferma che gli aiuti a Gaza hanno “superato significativamente” il fabbisogno durante il cessate il fuoco», 9 luglio 2026, https://www.timesofisrael.com/cogat-says-gaza-aid-significantly-exceeded-requirements-during-ceasefire/
