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Guerra contro Hamas, non contro i palestinesi

Israele non ha mai lasciato spazio ad ambiguità riguardo allo scopo della guerra.

Il 7 ottobre 2023 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di distruggere le capacità militari di Hamas.[i] Quando Israele ha formalmente dichiarato guerra l’8 ottobre, ha indicato quattro obiettivi:

  1. Liberare gli ostaggi
  2. Smantellare la capacità militare di Hamas
  3. Rimuovere Hamas dal potere a Gaza
  4. Garantire che Hamas non potesse mai più sferrare un attacco simile[ii]

Nessuno di questi obiettivi fa riferimento ai palestinesi, bensi’a un’organizzazione terroristica armata (hamas), ai  suoi combattenti, le sue armi e il suo governo. Una campagna volta a decimare una popolazione non identifica la propria vittoria con il rilascio degli ostaggi e la caduta di un regime che perseguita il proprio popolo oltre a quello israeliano.

Inoltre, la condotta di Israele durante tutta la guerra ha incluso una serie di misure che sarebbero inspiegabili per uno Stato che mirasse a colpire un’intera popolazione. Israele ha emesso avvisi di evacuazione con giorni e settimane di anticipo; ha lanciato milioni di volantini; e ha effettuato decine di milioni di telefonate, inviato SMS e messaggi registrati in arabo esortando i civili ad abbandonare le zone di combattimento.[iii] L’Aeronautica Militare israeliana ha impiegato il “roof-knocking” – munizioni non letali sparate per avvertire gli occupanti prima di un attacco – e ha istituito pause umanitarie quotidiane.[iv]

An example of an IDF leaflet in Arabic warning Gazan civilians to evacuate ahead of operational strikes against Hamas and its terror infrastructure following the October 7, 2023, massacre. Source: IDF
Un esempio di volantino delle IDF in arabo che avverte i civili di Gaza di evacuare in vista di attacchi operativi contro Hamas e le sue infrastrutture terroristiche a seguito del massacro del 7 ottobre 2023. Fonte: IDF

Israele ha adottato più misure per prevenire danni ai civili rispetto a qualsiasi altro esercito nella storia della guerra urbana.[v]

Secondo l’ONU e altre ONG internazionali, il combattimento urbano moderno comporta solitamente un rapporto tra vittime civili e combattenti pari a 9:1; tuttavia, grazie alle sue rigide regole di ingaggio e alle misure volte a proteggere la vita dei civili, Israele ha raggiunto un rapporto stimato di 1:1, uno dei più bassi nella storia della guerra.[vi] Un paese che adotta misure così accurate per proteggere i civili palestinesi non può logicamente pianificare di sterminarli.

Rapporto tra vittime civili e combattenti

Guerra urbana a livello globale

1 a 0

combattente

civili

Guerra tra Hamas e Israele

1 a 0

combattente

civili

Analogamente, nell’estate del 2024, dopo la ricomparsa della poliomielite a Gaza per la prima volta in 25 anni, Israele ha acconsentito a sospendere in modo coordinato le proprie operazioni militari affinché l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le agenzie delle Nazioni Unite potessero avviare una campagna di vaccinazione di massa.[vii] Nella prima fase sono stati vaccinati circa 590.000 bambini sotto i 10 anni, mentre altre centinaia di migliaia sono stati vaccinati all’inizio del 2025. Uno Stato che intende distruggere un popolo non sospende le proprie operazioni di combattimento difensive per vaccinare i bambini di quel popolo.

Polio vaccines in Israel, ready to be distributed to children and others in Gaza in August 2024. Source: IDF
Vaccini contro la poliomielite in Israele, pronti per essere distribuiti ai bambini e ad altre persone a Gaza nell’agosto 2024. Fonte: IDF

Per stabilire l’esistenza di un genocidio, un tribunale deve concludere che la distruzione di un gruppo sia l’unica spiegazione ragionevole per la condotta di uno Stato. Avvertimenti, evacuazioni, tregue umanitarie e l’agevolazione degli aiuti dimostrano gli obiettivi bellici originari di Israele: combattere il gruppo terroristico che ha massacrato e rapito cittadini israeliani e garantire che non continui a rappresentare una minaccia per Israele, il tutto operando nel rispetto del diritto internazionale umanitario.

I sostenitori della teoria del genocidio utilizzano spesso le dichiarazioni dei leader israeliani come prova dell’intento genocida. Ma, come prevedibile, manipolano le dichiarazioni o distorcono il loro contesto.

Il 9 ottobre — appena due giorni dopo il massacro — l’allora ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha dichiarato: «Stiamo combattendo contro animali umani e agiamo di conseguenza». Il 7 ottobre Gallant aveva affermato che Hamas sarebbe stato ritenuto responsabile delle sue azioni atroci, mentre  il giorno successivo  aveva ribadito che il nemico era l’organizzazione terroristica di Hamas, addirittura paragonandola all’ISIS . Il commento di Gallant sugli «animali umani» era rivolto a Hamas, non ai palestinesi nel loro complesso. Infatti, in seguito si è ripetutamente riferito al nemico come a Hamas e al suo regime, e il 29 ottobre ha affermato chiaramente: «Non stiamo combattendo la moltitudine palestinese e il popolo palestinese».

Il 28 ottobre, il primo ministro Netanyahu ha detto: «Ricordate ciò che Amalek vi ha fatto», richiamandosi a Deuteronomio 25:17–19. Questo passo viene spesso citato nelle comunità ebraiche, specialmente quando si discute dell’Olocausto, per sottolineare il dovere  di non dimenticare i nemici di Israele. Tuttavia, nella memoria presentata dal Sudafrica alla Corte internazionale di giustizia e dai sostenitori di GenoLIE è stato citato un passo biblico completamente diverso riguardante Amalek — 1 Samuele 15:3, che recita: «Ora va’, attacca Amalek... non risparmiare nessuno, ma uccidi sia uomini che donne, bambini e lattanti...»

I dettagli contano, e i sostenitori di GenoLIE stanno manipolando proprio quei dettagli specifici che alterano la narrazione. L’ironia è evidente: la citazione più completa di ciò che il primo ministro Netanyahu ha effettivamente detto è incisa sul Monumento ebraico dell’Aia, dove si sono svolti i procedimenti della Corte internazionale di giustizia. Il monumento, che commemora gli ebrei dell’Aia assassinati durante la Shoah, cita Deuteronomio 25:17–19 e recita: «Ricordati di ciò che Amalek ti ha fatto… non dimenticare». Lo scopo della citazione in quel contesto — proprio come nel discorso di Netanyahu del 28 ottobre — è quello di ricordare i persecutori antisemiti e mettere in guardia dal dimenticare ciò che è stato fatto al popolo ebraico nel corso dei millenni.

The Jewish Monument at The Hague which memorializes the city’s Jews who were deported and murdered in the Holocaust features the quote from Deuteronomy 25:17–19  “Remember what Amalek did to you.” Source: Jewish Monument Foundation The Hague
Il Monumento ebraico dell’Aia, che commemora gli ebrei della città deportati e uccisi durante l’Olocausto, riporta la citazione tratta dal Deuteronomio 25:17–19: «Ricordati di ciò che ti ha fatto Amalek». Fonte: Jewish Monument Foundation, L’Aia

Ancora una volta, la “GenoLIE” perde ogni legittimità. Non si è mai trattato di una campagna volta a distruggere i palestinesi, ma solo l’organizzazione terroristica di Hamas.

Il «genocidio di Gaza» è una delle più grandi menzogne del XXI secolo. È stata creata e promossa da reti antisioniste e antisemite in seguito al massacro del 7 ottobre per impedire a Israele di salvare i propri ostaggi, delegittimare lo Stato ebraico e alimentare l’antisemitismo globale.

Leggi l’articolo successivo per saperne di più sul puzzle della «GenoLIE di Gaza».


[i] «Promettendo una guerra spietata contro Hamas, Netanyahu afferma che Israele “vendicherà questo giorno nero”», The Times of Israel, 7 ottobre 2023. https://www.timesofisrael.com/promising-merciless-war-on-hamas-netanyahu-says-israel-will-avenge-this-black-day/

[ii] Gli obiettivi di guerra dichiarati da Israele, come riassunti nel resoconto di John Spencer sulla dichiarazione di guerra dell’8 ottobre; Middle East Forum. https://www.meforum.org/podcasts/john-spencer-on-israels-urban-war-in-gaza-a-technical-analysis

[iii] Ambasciata di Israele a Washington, D.C. «Manufacturing a Modern Blood Libel: Genocide, Starvation and the Language of Dehumanization», maggio 2026, consultato tramite la Jewish Virtual Library all’indirizzo  https://jewishvirtuallibrary.org/storage/Manufacturing-a-Modern-Blood-Libel%20-%20Copy-compressed.pdf

[iv] Ibid.

[v] Ibid.

[vi] Newsweek, Spencer, John, “Israele ha creato un nuovo standard per la guerra urbana. Perché nessuno lo ammette?”, 26 marzo 2024, consultato nel luglio 2026, https://www.newsweek.com/israel-has-created-new-standard-urban-warfare-why-will-no-one-admit-it-opinion-1883286

[vii] «Israele accetta una tregua nei combattimenti a Gaza per la vaccinazione contro la poliomielite», CNN, 29 agosto 2024; «Mentre a Gaza iniziano le vaccinazioni contro la poliomielite, l’ONU afferma che il successo dipende da una tregua nei combattimenti», NPR, 31 agosto 2024. https://www.cnn.com/2024/08/29/middleeast/gaza-who-humanitarian-pause-intl-latam ; https://www.npr.org/2024/08/31/nx-s1-5096742/gaza-polio-vaccination-israel-pause